fbpx

Computime Store al fianco dei clienti eco-responsabili e aziende sostenibili

Venerdì 27 settembre giovani di tutto il mondo sono scesi in piazza per manifestare la loro preoccupazione per il futuro del nostro pianeta. Gli scioperi per il clima, i “Friday for future” sono iniziati nel 2018 grazie a Greta Thunberg, una ragazza svedese di 16 anni, che assieme a tanti altri giovani vuole attrarre l’attenzione di politici, imprenditori e comuni cittadini sui pericoli rappresentati dall’uso dei combustibili fossili e dal conseguente innalzamento della temperatura globale.

Se si cerca in rete il sito Trillionth Tonne si ha una stima in tempo reale delle tonnellate di CO2 che ogni secondo vengono immesse nella nostra atmosfera a partire dall’inizio dell’era industriale. La conseguenza ad oggi è stata l’innalzamento della temperatura ambiente di 1,1 gradi. La previsione è che la quantità di biossido di carbonio dispersa nell’aria da fabbriche, uffici, centrali termoelettriche, auto, aerei, condizionatori d’aria… raggiungerà il miliardo di tonnellate l’8 gennaio del 2035, con un corrispondente innalzamento della temperatura del pianeta di due gradi. Impossibile prevedere le gravi conseguenze di tutto ciò.

Il 23 settembre a New York paesi di tutti il mondo hanno partecipato a un vertice sul clima che doveva servire a preparare l’assemblea generale delle Nazioni Unite di dicembre. Purtroppo gli Stati Uniti hanno disertato la riunione, e paesi molto importanti a livello di inquinamento come Cina e India non hanno preso alcun impoegno significativo. Tuttavia c’è stato qualche incoraggiante successo: 66 paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnati a raggiungere l’emissione zero entro il 2050. 

Molti colossi dell’economia mondiale stanno rispondendo agli appelli di Greta e dei suoi giovani, e soprattutto agli allarmi lanciati dalla maggior parte della comunità scientifica. Si stanno adoperando per ridurre la “Carbon Footprint” delle loro compagnie, la quantità di biossido di carbonio creata e immessa nell’ecosistema dall’insieme dei loro processi di produzione e dalla loro  logistica: trasporti ecc. 

Tim Cook, CEO di Apple, da sempre si è manifestato sensibile al tema dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Anche recentemente, incontrando un gruppo di giovani  a Firenze il 3 ottobre di quest’anno, ha ribadito di condividere la loro preoccupazione per il futuro del nostro pianeta e ha ricordato lo sforzo che la sua azienda sta facendo per diventare sempre più “green”. L’azienda di Cupertino investe ingenti quantità di denaro e di risorse per questo obiettivo, e lo si può constatare dal suo report annuale sulla responsabilità nei confronti dell’ambiente: Environmental Responsibility Report – 2019. Dal report risulta che Apple ha quasi dimezzato la sua “impronta di carbonio” negli ultimi tre anni, con una strategia che abbraccia diversi settori, e che in piccolo può essere imitata da ognuno di noi: consumare e sprecare meno, usare e favorire la produzione di materiale riciclato, aumentare la vita e la durata dei prodotti.

Tutte le entità organiche, biologiche, naturali, sono composte per il 99% da 6 atomi: ossigeno, carbonio, idrogeno, azoto, calcio e fosforo. Sono progettate per crescere, vivere e, alla fine del loro ciclo, dissociarsi spontaneamente in quei 6 atomi. Qualunque prodotto tecnologico, invece, richiede dai 30 ai 50 atomi, è progettato per essere assemblato nel minor tempo possibile, e a fine ciclo vita qualcuno lo dovrà disassemblare se vuole recuperarne i materiali. 

Apple ha creato Daisy, un robot che può disassemblare nove modelli diversi di iPhone, ed estrarne materiali utili e di valore; finora era impossibile farlo con i procedimenti di riciclo classici. Inoltre, dato che il normale Alluminio produce scorie inutilizzabili in fase di riciclo, Apple ha inventato una nuova lega in Alluminio riciclabile al cento per cento; con esso vengono realizzati i gusci esterni del MacBook Air e del Mac: eleganti e molto robusti. Forse non tutti sanno che l’obiettivo dell’azienda statunitense è di arrivare a usare, in un futuro non troppo lontano, solo metalli frutto di riciclo, evitando completamente l’estrazione dalle miniere e l’impoverimento del nostro pianeta.

Dobbiamo anche aggiungere che decine di componenti degli iPhone sono realizzati con materiale plastico frutto di riciclo e tutte le fibre di legno usate per gli imballaggi dei suoi prodotti provengono da riciclo o da foreste a  gestione sostenibile.

Merita anche di essere segnalato il fatto che il cento per cento dell’energia elettrica usata negli stabilimenti e negli uffici di Apple è a emissione zero, ed entro il 2020 la meta è di produrre 4 Gigawatt di energia “pulita” da immettere nella rete pubblica.

Computime è rivenditore ufficiale della Apple e ne sposa pienamente l’impegno a favore dell’ambiente. Siamo sensibili a questi temi e questo è anche il motivo di questo e altri articoli del nostro sito. Oltre a diffondere la cultura e i prodotti della nostra casa madre  facciamo la nostra parte. Aiutiamo i nostri clienti a riparare e far durare i loro dispositivi grazie ai Genius del nostro staff. Inoltre presso il nostro store puoi ricondizionare il tuo dispositivo Mac “ringiovanendolo”, migliorandone le prestazioni e allungandone vita. 

La nostra filosofia green ispira anche la scelta di altre linee di prodotti, tutti con un impatto ambientale estremamente positivo. 

Il nostro erogatore d’acqua Skywell, prodotto dalla Sharp, assorbe l’umidità dall’aria e la trasforma in acqua. E’ davvero un piccolo prodigio che permette di evitare l’impatto ambientale creato dai trasporti e dal consumo di acqua potabile ed evita di mettere in giro tanta, tanta plastica. E’ l’ideale per le aziende e gli uffici che vogliono essere “plastic free”: in un mese un erogatore evita la produzione di 800 bottigliette da 500ml.

Le nostre bottiglie 24Bottles sono prodotte e trasportate a impatto ambientale zero e sono in linea con le nuove direttive della Comunità Europea che prevede la completa eliminazione di contenitori in plastica monouso entro il 2021. Oltre ad evitare le nefaste conseguenze della diffusione della plastica, riducono le emissioni di biossido di carbonio: ogni volta che la bottiglia viene riempita d’acqua l’atmosfera viene salvata dall’immissione di 80 grammi di CO2.

I nostri zaini Property Of…, sono realizzati in parte con cuoio naturale, elegante, di alta qualità e biodegradabile; la parte in materiale sintetico, anch’essa di ottima qualità, rispetta pienamente i criteri di ecosostenibilità, essendo frutto di riciclo di materiale plastico.

Avremo sicuramente nuove iniziative e nuovi prodotti che vadano a beneficio del nostro prezioso e unico pianeta. “I prodotti veramente innovativi sono quelli che cambiano il mondo. Non il pianeta” recita il titolo della pagina Apple relativa all’ambiente; è un motto che dovrebbe essere condiviso e seguito da tanti.